La comunità, attiva dal novembre 1961, è specializzata nell’accoglienza di minori di sesso femminile in età evolutiva, ponendosi come soluzione alternativa temporanea a situazioni socio-familiari disagiate o inadeguate.
La comunità si pone, pertanto, come punto di riferimento per le ragazze accolte in collaborazione attiva con i Servizi Sociali e le Associazioni di Volontariato e di promozione sociale del territorio milanese.
L’obiettivo psicopedagogico è formare integralmente le minori nel rispetto delle proprie caratteristiche e ritmi di crescita, perseguendo la finalità dell’inserimento autonomo nella società, nella famiglia e nel mondo lavorativo.
A febbraio 2020 alla Casa dei Tigli (struttura che svolge attività sociale ed educativa dal 1972) si è aggiunto il servizio della “Strada dei Tigli”, ovvero appartamenti per accompagnare ad un reinserimento sul territorio delle mamme e dei loro bambini una volta terminato con successo il percorso nella comunità educativa “tiglio Giallo”. La Strada dei Tigli è infatti composta da tre appartamenti, "La Casa di Giò" è uno di questi. Necessitava di un arredo su misura perchè fosse reso fruibile.
“Le Vele” è un’Associazione di Volontariato Onlus di sostegno e solidarietà sociale che ha tra i suoi scopi quello di rispondere ai bisogni emergenti di accoglienza e di interventi di sostegno a nuclei familiari fragili, quale modo fondamentale di tutelare il benessere dei figli. Un ulteriore scopo è quello di svolgere attività di promozione umana, ricreative, educative e di socializzazione in favore di soggetti disabili, anche in collaborazione con altre associazioni e organizzazioni.
L’associazione è nata con lo scopo di formare un gruppo di ragazzi maggiorenni che tramite il volontariato, potessero realizzare un progetto di inclusione sociale.
L’idea sorge dalla necessità di riempire in modo soddisfacente e formativo la parte della giornata in cui non sono presenti attività istituzionalizzate (CSE, scuola, etc.), tempo libero, in cui vengono normalmente offerte proposte meramente ludico/sportive, non sempre interessanti per persone ormai adulte.
In queste persone si manifesta infatti una vera e propria aspirazione a svolgere attività lavorative concrete, spontaneamente chiedono di poter partecipare ad attività gratificanti in linea con le loro abilità anche manuali. Scopo dell’associazione è quello di preparare i ragazzi, ad una vera inclusione attraverso varie attività a diventare protagonisti attivi della società in cui vivono, creando laddove possibile sollievo e sostegno ai cittadini, alle amministrazioni, ad altre associazioni o ai singoli individui.
Abdul appartiene alla minoranza hazara e per questo è perseguitato dai talebani, che lo hanno condannato a morte perché impegnato in università e per avere firmato articoli contro i talebani.
Ora è in Italia, grazie ad una borsa di studio e gli è stato riconosciuto lo status di rifugiato politico, che gli permette di farsi raggiungere dalla sua famiglia.
Da tutti tranne che da Hoda la primogenita, che ha vent’anni e che quindi, secondo le norme vigenti, non è considerata parte del nucleo familiare. Ciò significa che dovrebbe rimanere sola in Afghanistan, dove una donna non può nemmeno uscire di casa se non è accompagnata da un uomo di famiglia. E neanche se ne parla di poter studiare.
Ora Hoda si è iscritta a un corso universitario in Italia. Ma per poter frequentare deve dimostrare di avere i mezzi finanziari per sostenere la propria istruzione.
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